RELAZIONE MAMMA-NEONATO ATTRAVERSO IL TOCCO

pfadmin 27 marzo 2012 0
RELAZIONE MAMMA-NEONATO ATTRAVERSO IL TOCCO

Quasi tutte le società non industriali si aspettano che le madri e i bambini stiano insieme per giorni e settimane dopo il parto. Nei paesi industrializzati, invece, le separazioni madre-bambino sono, spesso, pratiche di routine. Marshall Klaus e John Kennell, entrambi pediatri rinomati in tutto il mondo, hanno introdotto il “lying-in” o “rooming-in”, una delle prime organizza­zioni dello stare insieme di madre e bambino negli ospedali ostetrici.

In uno studio, Klaus e Kennell (1982) fecero sì che le madri manipolassero i loro figli nudi per un’ora durante le prime due ore dopo la nascita e per ulteriori cinque ore durante i successivi tre giorni. In un’intervista un mese dopo la nascita, si scoprì che paragonate alle altre madri, le madri che avevano manipolato i loro figli di più, “calmavano” meglio i loro bambini, “accarezzavano”  e avevano più spesso un “contatto oculare”  durante l’allattamento, passavano più tempo a “presenziare” durante gli esami e le visite del primo anno di vita, “ponevano più domande” e “davano meno ordini”  ai loro bambini due anni dopo, e avevano i bambini con punteggi maggiori di QI e ai test di linguaggio a 5 anni. Di interessante, Kennell scoprì che il miglior predittore della quantità di tempo che una giovane madre trascorre con suo figlio, è la quantità di tempo che lei stessa ha trascorso in contatto con la propria madre da piccola.

Kaitz e coll. della Hebrew University in Jerusalem, hanno dimostrato che le donne che “tenevano in braccio”  i loro bambini per almeno un’ora dopo il parto erano in grado di “identificare”  i loro figli quando venivano bendate e poste di fronte ad una fila di neonati, semplicemente toccandoli con le mani e con la fronte (Kaitz, 1992). Anche i padri identificavano i propri figli, ma solo attraverso le mani (Kaitz, 1994). Complessivamente, i risultati degli studi suggeriscono che le madri che hanno contatti precoci sono più “soddisfatte”  dei loro bambini, trascorrono più tempo “guardando”  la faccia dei loro bambini, e più tempo interagendo con loro. I bambini con contatto precoce, inoltre, “piangono meno e sorridono”  alle loro madri più dei bambini che non hanno avuto questi momenti di contatto con la madre.

Dotta.ssa Laura Casetta

Bibliografia

Kaitz, M., Lapidot, P., Bronner, R., and Eidelman, A.I. (1992). Parturient women can recognize their infants by touch. Developmental Psychology 28: 35-39.

Kaitz, M., Shiri, S., Danziger , S., Hershko, Z., and Eidelman, A. I. (1994). Fathers can also recognize their newborns by touch. Infant Behavior and Development 17: 205-207.

Klaus, M., and Kennel, J. (1982). Parent-infant Bonding, 2d ed., St.Louis: Mosby.

Leave A Response »