I CONCETTI DI BASE DEL TEATRO-DANZA FUNZIONALE

pfadmin 5 luglio 2012 0
I CONCETTI DI BASE DEL TEATRO-DANZA FUNZIONALE

Le modalità espressive della danza e del teatro sono due possibilità concrete per consentire di costruire o ritrovare l’armonia della vita e dello sviluppo attraverso il Mostrarsi nella propria Vitalità con giocosità e creatività individuale. Sono anche degli ottimi strumenti per facilitare la riflessione e la condivisione di contenuti e significati tra individui e per promuovere uno sviluppo pieno e sano della persona, dando l‘opportunità di crearsi strategie per lo sviluppo comunicativo.

La danza si fonda su una espressione libera, spontanea e guidata delle persone attraverso il movimento, che può essere utilizzato per aprirsi agli altri nei propri vissuti; intendendo per vissuto l’insieme delle emozioni, dei sentimenti, delle sensazioni, dei pensieri e delle immaginazioni della persona. Quando la danza diventa una manifestazione in cui è più chiara la distinzione tra chi riceve e chi esprime il messaggio, assume una connotazione estetica.

Il recupero e il riequilibrio dei movimenti, delle posture in modalità espressive aiutano anche ad elaborare disagi, sofferenze, traumi psichici, inibizioni e a trovare un senso più profondo a ciò che avviene nella propria esistenza dandone continuità. La danza è qui concepita come amplificazione del movimento al fine di integrare il linguaggio cognitivo, che nel corso dell’esistenza va via via complessificandosi, con quello corporeo, inteso come mobilità e modularità posturale e fisiologica. L’integrazione di questi diversi piani permette maggior comunicabilità dei contenuti. Attraverso la danza è, inoltre, possibile l’apprendimento di codici espressivi, anch’essi indispensabili per la condivisione di significati.

Il teatro consiste nella messa in scena dei propri vissuti. Attraverso l’amplificazione del Mostrarsi e del farsi considerare in modalità vecchie e nuove esso implica l’educazione alla sensorialità e al proprio movimento corporeo e vocale. Rispetto alla danza implica una maggior gestione e consapevolezza della propria presenza nella relazione: le persone diventano attori attivi, protagonisti e recettori di messaggi. La teatralità aiuta ad ottenere un maggior controllo sulla propria espressività, che non sia, però, improntato al reprimersi, ma ad aprirsi nei contesti relazionali. Può succedere che il mancato o alterato Controllo delle nostre espressioni interferisca con pregiudizi e stereotipie dei nostri interlocutori, creando incomprensioni e fraintendimenti. Per questo motivo è importante lavorare sulla consapevolezza di come si comunica all’altro; il teatro consente proprio di integrare il rapporto tra movimento, gestualità, mimica e voce, questa non solo intesa come suono, ma anche come elaborazione di contenuti e significati.

Inoltre, il teatro permette di sperimentare diversi ruoli, stereotipie di rappresentazioni ed espressioni di Sé, spesso inglobate negli abituali conformismi sociali riconoscendo la necessità per l’individuo di funzionare in modo adeguato relativamente ai vari contesti, intendendo il ruolo come un vestito che ci si può mettere e togliere.

Nei laboratori di espressività di teatro e di danza, pur considerando la centralità della Funzione Movimento si lavora su tutti i piani del Sé. Le Esperienze di Base più coinvolte sono l’Apertura (Mostrarsi e Condivisione), la Vitalità, il Gioco e l’Essere Considerati, ma tutte le EBS possono essere attraversate attraverso la coniugazione di tecniche di Danza, Danzaterapia, Teatro, Teatroterapia con tecniche della Psicologia Funzionale o rivisitate tenendo conto dei funzionamenti profondi del Sé.

Il percorso dei laboratori prevede l’utilizzo di una metodologia strutturata per fasi, un processo graduale in cui il terapeuta deve muoversi con cautela e precisione guidando sempre, passo dopo passo, l’intero gruppo nella direzione voluta grazie ad interventi mirati.

La prima fase di accoglienza è uno spazio di ascolto per tutti ed ha lo scopo di sospendere fin dal primo momento la paura del giudizio ed il disagio nei confronti del resto del gruppo. Si tratta di un primo aprirsi ad una relazione nuova con se stessi e con gli altri, un primo momento di vicinanza e contatto che potrà avviare il processo di cambiamento in un’atmosfera positiva. È importante che il momento dell’accoglienza produca da subito una nuova esperienza: “l’essere visti e riconosciuti” effettivamente dall’altro, con tutte le proprie stereotipie e con quel senso pesante di inconsistenza e mancanza di slancio vitale.

Segue la fase di riscaldamento” che permette la riattivazione delle Sensazioni e l’acquisizione di alcuni elementi fondamentali per una migliore gestione del corpo e per una migliore consapevolezza. Parliamo di un sentirsi nel posturale: di impostazione del bacino, dell’appoggio dei piedi, dell’allineamento delle ginocchia, della posizione corretta del tronco, della respirazione.

La fase centrale è dedicata allo sviluppo del tema con attraversamento di specifiche E.B.S.; vengono proposte attività che coincidono con le finalità dell’intervento e che possono essere svolte individualmente, in coppia, in piccoli gruppi o nel gruppo allargato, ad esempio attraverso la realizzazione di improvvisazioni o di sequenze coreografiche sul tema sviluppato, con attenzione al gruppo ed al setting.

Ad incontro quasi concluso, sarà possibile dedicarsi ad attività che chiudono il percorso quali elaborazioni grafiche, narrazioni o confronti verbali sulle emozioni e sulle sensazioni legate agli esiti degli incontri.

Dott.ssa Roberta Lubrano

Dott.ssa Francesca Galvani

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