LA PSICOTERAPIA FUNZIONALE INTEGRATA

pfadmin 7 agosto 2012 0
LA PSICOTERAPIA FUNZIONALE INTEGRATA

La psicoterapia Funzionale rappresenta una ripresa critica del Funzionalismo alla luce delle teorie della complessità ed un’efficace integrazione ed evoluzione di diverse tecniche della body psychotherapy.

La psicoterapia Funzionale ha la sua principale area di interesse nello studio dello stress al fine di  comprendere come questa reazione naturale si trasforma in uno stato cronico, dimostrando l’efficacia di un intervento per risolverlo quand’esso si manifesti nei suoi esiti patologici (Rizzi, 2012). L’ approccio Funzionale si è anche dimostrato utile come modello di intervento in diverse psicopatologie come i disturbi d’ansia, di depressione, della sessualità e di quelli psicosomatici.

Il fulcro concettuale della terapia Funzionale si pone in una concezione del Sé organizzato in Funzionamenti di Fondo, ciascuno dei quali corrisponde in una preordinata e specifica organizzazione di diverse Funzioni (ricordi, emozioni, sensazioni fisiche, cognizioni, posture) che li costituiscono e li distinguono l’uno dall’altro. Essi si sviluppano e complessificano con particolare intensità e velocità nell’infanzia e nell’adolescenza, rafforzandosi e mantenendosi lungo tutto il corso della vita, laddove sufficientemente integrati ed equilibrati. I comportamenti alterati, presenti in molti pazienti, sono esiti disadattivi di ripetute risposte negative in situazioni di trauma o del permanere di carente od esiguo sviluppo di alcuni Funzionamenti di Fondo.

I Funzionamenti di Fondo si attivano attraverso la spinta espansiva e vitale verso la soddisfazione dei bisogni universali delle persone, richiamando un po’ a quelli che Young chiamava “unment core emotional needs”: esempi sono l’essere toccati, la conoscenza e la riproduzione.

Nella psicoterapia Funzionale sono stati teorizzati 22 Funzionamenti di Fondo, tra questi ci sono:

  • Tenuti (Essere presi, Essere protetti);
  • Considerati (Essere visti, Essere valorizzati, Essere capiti);
  • Condividere (Stringere alleanza, Mostrarsi, Scambiare);
  • Sentire (Sentirsi, Percepire, Vedere il non noto nel noto);
  • Controllo (Concentrarsi, Perdere il controllo);
  • Consistenza (Aver peso, Espandersi, Valorizzarsi);
  • Forza (Forza calma, Affrontare, Farsi spazio);
  • Affermazione (Assertività, Tenacia, Scegliere, Affermare le proprie idee);
  • Autonomia (Separarsi, Stare bene da soli, Indipendenza);
  • Vitalità (Giocare, Umorismo, Osare).

Il ripetersi della mancata soddisfazione di uno o più di questi bisogni impedisce il pieno sviluppo dell’organizzazione di alcune Funzioni, che costituiscono ciascun Funzionamento di Fondo,  alterandosi o non integrandosi tra loro. Nella psicoterapia Funzionale si parla di integrazione quando gli elementi costitutivi del Sé, le Funzioni, risultano unite in schemi coerenti e seguono una certa sequenzialità spazio-temporale, espressione della coscienza autobiografica: per es., un’emozione, per essere integrata, dovrà essere riconoscibile consapevolmente dalla persona nei suo effetti fisiologici, nelle sue conseguenze e  collegata a ciò che l’ha provocata; inoltre, la persona potrà controllarla e ricordare con congruenza altri eventi della sua vita in cui l’ha vissuta. Nell’attacco di panico questa integrazione non è ben sviluppata: ad una propriocezione (come l’aumento della frequenza del battito cardiaco, un respiro toracico affannoso, un acufene, …) viene attribuito un significato non coerente (ad es., “sto morendo”) e non contestualizzato, alterando il controllo sulla reazione emotiva.

La frustrazione dei propri bisogni più profondi può continuare per tutta la vita, in quanto, pur cambiando le condizioni ambientali, la persona continua, se non accompagnata, a percepire, proprio per mancata integrazione del Sé, la realtà come vissuta nel passato e a fronteggiare l’ambiente in modo disagevole ed incongruente. Proprio per questo in tutte le psicoterapie Funzionali il Funzionamento di Fondo del Sentire è sempre considerato fondamentale per portare alla crescita dell’individuo. L’obiettivo principale della psicoterapia Funzionale è quello di aiutare i pazienti a sviluppare e riarmonizzare la loro Funzioni, ripristinando un pieno Sentire e Percepire.

Gli strumenti per raggiungere tale risultato sono l’assessment (valutazione) e le tecniche psicocorporee esperienziali corrispondenti ai Funzionamenti di Fondo prefigurati nel progetto terapeutico, in cui si prevede il pieno coinvolgimento di tutto il Sentire della persona; esso non può prescindere dall’uso del Tocco e dalla relazione con la persona nel Contatto che più vi corrisponde.

Nell’assessment c’è un impiego di colloqui mirati a raccogliere informazioni sulla vita del paziente, la somministrazione di questionari, l’uso di esperienze pratiche e specifiche sui Funzionamenti di Fondo, che aiutano il paziente ad iniziare a prendere consapevolezza delle diverse Funzioni, nel loro stato di integrazione od alterazione e darne delle spiegazioni razionali. Tutto ciò permette una diagnosi precisa che fa delineare un progetto terapeutico sui Funzionamenti di Fondo più alterati del paziente, potendosi focalizzare maggiormente, laddove possibile, su quelli stress correlati.

La terapia vera e propria utilizza la relazione terapeutica come base sicura che soddisfa i bisogni profondi in condizioni che il paziente non ha mai potuto sperimentare con i genitori o le persone significative, come l’essere visto, l’essere protetto, l’essere accettato, la calma, l’empatia, l’autonomia, restituendo dei feedback sulla storia della sua vita. Tutto questo includendo l’utilizzo di strategie cognitive, esperienziali, la lettura dei sogni (che offrono specifiche informazioni sui Funzionamenti di Fondo).

Dott. Luca Rizzi

Bibliografia

Kellogg, S.H. & Young, J. E. (2006). Schema therapy for borderline personality disorder. Journal of Clinical Psychology; 62(4); 445-58.

Di Nuovo, S., Rispoli, L. (2012). L’analisi Funzionale dello stress. Franco Angeli, Milano.

Rispoli, L. (2004). Esperienze di Base e sviluppo del Sé. Franco Angeli, Milano.

Rizzi L., Boccasso E., Casetta L. (2012), Intervenire sullo stress: Gruppi benessere e valutazione. Upsel Domeneghini, Padova.

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