Disfunzione erettile psicogena: Classificazione e Trattamento

pfadmin 7 gennaio 2015 0
Disfunzione erettile psicogena: Classificazione e Trattamento

Definizione

Il disturbo erettile è descritto nel DSM 5 da uno o più dei seguenti sintomi riscontrati in quasi tutti o almeno nel 75% dei rapporti sessuali: difficoltà di ottenere un’erezione durante  l’attività sessuale; difficoltà a mantenere l’erezione fino al completamento del rapporto sessuale; marcato decremento della rigidità erettile. Può presentarsi in modo permanente da quando l’individuo è diventato sessualmente attivo o può essere acquisito dopo un periodo di funzionamento sessuale relativamente normale. Infine, si può evidenziare in modo generalizzato o situazionale con un tipo di stimolazione, situazione o partner.

Componenti psicologiche

In generale, i fattori psicosociali che incidono sulla disfunzione erettile vengono divisi in due categorie: fattori immediati o passati. Nei primi ritroviamo l’ansia da prestazione, la paura di fallire, la stimolazione inadeguata e i conflitti nella relazione. Tra questi il fattore più enfatizzato è l’ansia da prestazione, descritta per la prima volta da Masters e Johnson (1968). Per quanto riguarda i fattori passati o la comparsa in giovane età, le ricerche enfatizzano il ruolo di traumi sessuali subiti nell’infanzia, dell’identità sessuale, dell’attaccamento non risolto con i genitori o con il partner e dei tabù religiosi e culturali. I diversi studi che hanno indagato il ruolo dei fattori cognitivi/attentivi suggeriscono che non sia l’ansia di per sé ad essere responsabile dell’inizio e del mantenimento delle difficoltà dell’attivazione sessuale, ma le alterazioni dei processi percettivi e attentivi che concorrono nelle disfunzioni sessuali maschili e femminili. Brancroft (2008) ha proposto un nuovo modello teorico per comprendere il ruolo di tali fattori nel quale prevede che l’attivazione psicogena dipenda da un equilibrio tra meccanismi di eccitazione centrale e di inibizione. Secondo questa prospettiva, l’eccessiva inibizione può essere associata alla disfunzione erettile o ad altre disfunzioni sessuali, mentre la bassa inibizione è associata a comportamenti a rischio. Frequentemente i fattori interpersonali e di coppia sono associati alla disfunzione erettile. I conflitti interpersonali possono essere sia una conseguenza che una causa di disfunzione erettile per diverse coppie.

Trattamento

Il trattamento inizia dalla diagnosi sia dal punto di vista psicologico nell’analisi della storia del disturbo nel paziente, sia dal punto di vista medico con un esame fisico, che viene fatto da un andrologo. Per la diagnosi di disfunzione erettile psicogena è necessaria la presenza significativa e prevalente di fattori psicologici (qualora si riscontrino anche sintomi fisici è indicata la diagnosi di disfunzione mista).

Gli interventi psicologici per il trattamento vengono divisi in quattro grandi aree: 1) riduzione dell’ansia e desensibilizzazione; 2) ristrutturazione cognitiva,  usata per colmare nozioni mancanti o ridurre le aspettative irrealistiche del rapporto sessuale; 3) aumento della stimolazione sessuale attraverso esperienza di tocco e 4) esperienze di assertività interpersonale e di comunicazione di coppia. Sebbene questi elementi siano parte del trattamento psicologico, poche ricerche e studi si sono occupati di documentare gli specifici effetti di ciascuna componente o di verificare gli esiti a lungo termine. Gli uomini con difficoltà erettile e le partner sono spesso restii al trattamento psicologico.

Neofunzionalismo

La disfunzione erettile nel Neofunzionalismo è inserita all’interno della visione della sessualità definita come uno dei campi di attività umana: come il Sé vive la sessualità, come vive la socialità, il lavoro ecc.

La psicoterapia Funzionale usa una serie di tecniche esperienziali che sono divise per categorie di Esperienze fondamentali per lo sviluppo e benessere del Sé. Quando un paziente chiede un aiuto per un disturbo sessuale viene fatta una diagnosi delle Esperienze che sono alterate o non sviluppate per poi procedere alla costruzione di un progetto terapeutico basato sulla sperimentazione di queste. La pratica clinica ha evidenziato nei disturbi sessuali le maggiori carenze nelle Esperienze qui di seguito riportate: Sensazioni, Contatto, Tenerezza, Condivisione, Lasciare, Essere Portati, Controllo (perdere e allentare), Piacere ed Essere Tenuti.

Il Contatto è un Esperienza centrale del trattamento che viene sviluppato sia in coppia che nel lavoro individuale (a differenza di altri modelli di psicoterapia come quella mansionale, in cui è rimandato ai compiti che vengono dati esclusivamente ai due coniugi).

Infine, nel modello Funzionale viene data molto importanza al tocco e al suo uso, distinguendone i diversi tipi e in quali Esperienze sono più puntuali (Rizzi, Rizzi e Casetta, 2011). Nella sessualità viene dato massimo rilievo alle carezze e alla loro importanza in tutta la sfera della Tenerezza.

 Luca Rizzi

 

Bibliografia

Bancroft, J. (2008).  Human Sexuality and its Problems. Churchill Livingstone

Masters, W. H. Johnson, V. E. (1968). L’atto sessuale nell’uomo e nella donna.  Feltrinelli

Rispoli, L. (2004). Esperienze di Base e sviluppo del Sé. Franco Angeli

Rizzi, G., Rizzi, L., Casetta, L. (2011). Il Tocco Massaggio Funzionale Integrato. Upsel Domeneghini

Rosen, R. C. (2001). Psychogenic erectile dysfunction: classification and management. Urologic Clinics of North America28(2), 269-278.

Leave A Response »