Il lato oscuro dei fattori aspecifici in psicoterapia

pfadmin 1 febbraio 2016 1
Il lato oscuro dei fattori aspecifici in psicoterapia

I Fattori aspecifici sono tutte quelle variabili che “casualmente”, senza una precisa volontà o controllo, possono essere inserite in tutti i modelli di psicoterapia. Degli esempi possono essere il fatto che quando si va da uno psicologo si viene ascoltati, oppure che nei diversi incontri con gli psicoterapeuti si ricevono un sacco di spiegazioni, tipo “sei malato di questo”.
Rosenzweig nel ’36 sosteneva che a determinare il buon risultato di una terapia non siano tanto i fattori specifici di un modello, quanto piuttosto quegli elementi comuni a tutte le terapie. Questi elementi comuni sono appunto detti fattori aspecifici.
Tutto ciò può portare ad una storica discussione tra psicoterapeuti di diversi modelli, quella sull’approccio che “funziona” meglio. Una tra le più usate metafore di conciliazione di tale problematica è quella del verdetto del Dodo in Alice nel paese delle meraviglie che dice “tutti hanno vinto, dunque meritano un premio”. Questa affermazione riprendendo il lavoro di Rosenzweig venne in seguito sostenuta anche da Luborsky, Singer & Luborsky nel ’75, che dopo aver condotto uno studio comparativo su diversi tipi di psicoterapia, conclusero che tra di esse risultavano poche differenze significative.
Diversi studi seguirono e seguiranno per identificare quale sia il mix di variabili che più è predittivo della guarigione di un paziente.
Uno tra questi studi portato a termine da Norcross e Lambert ’06, ha definito con maggiore precisione quali siano i fattori che sembrano essere determinanti per l’esito e la loro incidenza, indipendentemente dallo specifico approccio (che ha un’incidenza solo del 5-8), confermando la preponderanza dei fattori extraterapeutici relativi al cliente. Questi fattori sono:
1- Fattori extraterapeutici (ecosistema di supporto sociale; eventi di vita favorevoli o avversi) 45- 50% (Roberts, Kewman, Mercier e Hovell, 1993)
2- Contributo del cliente (aspettative, predisposizione al cambiamento, gravità disfunzionale) 25%
3- Relazione terapeutica 10%
4- Personalità del terapeuta (quando non confusa con gli effetti del trattamento) 8%
5- Interazione tra paziente, trattamento e relazione potrebbero rendere conto di un ulteriore 5%

I fattori aspecifici appaiono importanti per la guarigione, sembra però che abbiano un’altra faccia della medaglia, più oscura. Infatti, i fattori aspecifici potrebbero anche essere responsabili, talvolta, dei fallimenti terapeutici. L’uso inconsapevole (anche se talvolta motivato dal modello di riferimento) da parte del terapeuta di tali fattori (dare spiegazioni, rassicurazioni, promesse) può portare, ad esempio, il paziente a sviluppare una sorta di dipendenza nei confronti del terapeuta, rinforzando la convinzione di fondo di essere inadeguato (“il terapeuta sa dirmi il perché, sa cosa fare, io no”). Ancora, consolazioni o rassicurazioni (“non preoccuparti, questo non succederà”) espone il paziente a sviluppare un pensiero in qualche modo superstizioso e controllato, anziché modificare la sua capacità di risposta di fronte ad eventi negativi. In altri termini, dal momento che la guarigione è la capacità del paziente ad avere un più ampio spettro di possibilità adattive al contesto in cui vive, i fattori aspecifici possono talvolta ridurre questo spettro, rinforzando, di fondo, proprio quei comportamenti o quelle risposte disadattive che hanno portato il paziente a chiedere aiuto.

Luca Rizzi, Laura Casetta, Luca Lunardi

Bibliografia

Luborsky, L., Singer, B., & Luborsky, L. (1975). Comparative studies of psychotherapies: is it true that everyone has won and all must have prizes?.Archives of general psychiatry, 32(8), 995-1008.
Najavits, L. M., & Strupp, H. H. (1994). Differences in the effectiveness of psychodynamic therapists: A process-outcome study. Psychotherapy: Theory, Research, Practice, Training, 31(1), 114.
Norcross, J. C., Beutler, L. E., & Levant, R. F. (2006). Evidence-based practices in mental health: Debate and dialogue on the fundamental questions. American Psychological Association.
Rosenzweig, S. (1936). Some implicit common factors in diverse methods of psychotherapy. American journal of Orthopsychiatry, 6(3), 412.
Roberts, A. H., Kewman, D. G., Mercier, L., & Hovell, M. (1993). The power of nonspecific effects in healing: implications for psychosocial and biological treatments. Clinical Psychology Review, 13(5), 375-391.
Sanavio, E. (2011). Le psicoterapie. Il Mulino

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