INTERVENIRE SUL MIGLIORAMENTO DEL CLIMA DI CLASSE NELLA SCUOLA PRIMARIA

pfadmin 8 febbraio 2018 1
INTERVENIRE SUL MIGLIORAMENTO DEL CLIMA DI CLASSE NELLA SCUOLA PRIMARIA

“Intervenire sul miglioramento del clima di classe nella scuola primaria”

di Dott.ssa Ilenia Andreolli e dott. Giuseppe Rizzi

 

APPRENDI-AMO-INSIEME

 A scuola non solo per la didattica e le regole, ma a scuola di emozioni e di relazioni; le regole senza il loro significato sono costrutti vuoti e alla base dello “stare bene a scuola” ci sono sempre relazioni significative. La scuola primaria è il primo vero contesto in cui si intrecciano tutti questi aspetti, come parti di un puzzle chiamato apprendimento; essendo complesso esso coinvolge pienamente il Sé in tutte le sue Funzioni (cognitive-emotive-fisiologiche-posturali) ed è per questo collegato oltre che alle Competenze (saper essere) e Capacità (saper fare) dell’insegnante, anche alle Capacità degli alunni e al clima di classe. Intervenire sul clima di classe significa quindi considerare le diverse componenti interagenti: insegnante, singolo alunno e gruppo classe.

A scuola va perseguita la congruenza in ciascuna attività proposta con i Funzionamenti di Fondo di riferimento di quella attività; se per fare la matematica realizzo una condizione di base data dallo Stare e dalla Calma (Funzionamenti di Fondo), verrà facilitato il processo attentivo, quindi influenzato il buon esito o meno dell’intero processo di apprendimento e del clima.

Difficilmente sarà possibile realizzare un buon gioco di squadra o la didattica laboratoriale attraverso il Cooperative learning se non vi sono la capacità di Autoaffermarsi, il Riconoscimento dell’Altro, il Contatto, la Fiducia e la Condivisione. E’ il pensiero meno egocentrico proprio della fase evolutiva che va dai 6/7 anni agli 11, a permettere un apprendimento basato sulla Condivisione; il singolo apprende perché il gruppo funge da amplificatore. La maturazione e le aspettative sociali creano crisi che il bambino deve risolvere; ecco allora che il gruppo e le emozioni che vi circolano assumono un’importanza centrale: ricordiamo meglio ciò che abbiamo appreso in un contesto che ci offriva emozioni e che lascia spazio ad esse; la motivazione stessa, substrato necessario, influisce notevolmente sull’apprendimento e sul clima di classe (non solo la motivazione dello studente, ma anche quella dell’insegnante).

INSEGNAMENTO E’/E CAMBIAMENTO

L’insegnamento è un processo che implica sempre la relazione e quindi l’intero processo didattico è influenzato sia dalla configurazione del gruppo che dalla modalità di interagire del docente.

L’insegnante come “regista di climi educativi”? Di certo proprio l’insegnante ha la possibilità di intervenire sul clima di classe partendo da una lettura dei bisogni del gruppo stesso; laddove si registrano stereotipie e rigidità nel gruppo (es. gruppo chiassoso con atmosfera caotica in cui non si riesce a fare lezione, qui significa che ci sono bisogni disattesi, non soddisfatti; l’insegnante che afferma “tutti parlano mentre spiego e nessuno ascolta” sta dicendo che c’è una modalità abituale di porsi del gruppo, ma anche una sua modalità di interagire con quel gruppo; la classe agisce con una ripetitività di clima trasversale ai diversi momenti scolastici (rigidità di clima su cui è necessario intervenire per rendere il gruppo più mobile). Le capacità relazionali e gestionali degli insegnanti meritano attenzione in quanto capacità trasversali alla didattica, cioè competenze vere e proprie ( rappresentano quel “saper essere” di cui tanto si parla) e che si traducono in comportamenti, atteggiamenti e operatività didattica. E’ importante per l’insegnante saper distinguere tra le tante operazioni quelle che perseguono finalità educative ed integrative del Sé e conoscere l’importanza del saper osservare e entrare in contatto con il bambino.

RIEQUILIBRIA-AMO-CI

I Laboratori di Riequilibrio realizzati nei progetti di intervento sul “miglioramento del clima di classe” partono sempre da una lettura del gruppo, quindi da un’ analisi dei climi relazionali attraverso strumenti specifici (sociogramma, questionari self report per alunni e team docenti, Scheda di Valutazione Infanzia, disegni, termometri emotivi, giochi cooperativi per porre il focus sui disfunzionamenti).

Costruire un progetto sul miglioramento del clima di classe significa attivare dei laboratori con le classi (dalla prima alla quinta); si prevedono da 6 a 10 incontri della durata di due ore ciascuno in cui si attraversano Esperienze che integrano gli aspetti legati alla didattica (allineamento con i piani di studio previsti) e giochi/attività cooperative. E’ importante prevedere un lavoro congiunto con gli insegnanti ai quali si richiede all’inizio di produrre l’elenco dei comportamenti-problema evidenziati (es. interazioni aggressive, evitamento, difficoltà attentive ecc…) per poi calibrare il lavoro e stabilire gli obiettivi, cioè individuare le Esperienze Basilari su cui lavorare, quelle cioè che risultano scarsamente attraversate da quel gruppo-classe (es. passare dal Valorizzare il singolo per poi arrivare a Mostrarsi al gruppo). Migliorare il clima di classe significa pertanto evidenziare il tessuto emotivo e il Funzionamento dei gruppi, cogliendoli nei loro processi di pensiero, nel loro modo di rappresentarsi, di vivere le emozioni e nel movimento presente nel gioco e nelle attività didattiche, oltre che negli aspetti posturali e fisiologici (gruppo chiuso, gruppo sempre in movimento, gruppo scattoso o senza confini chiari), al fine di evidenziare eventuali sintomi e segnali di disagio che potrebbero ostacolare l’apprendimento nella sua interezza e quindi le relazioni. Restituire al gruppo la giusta mobilità e quindi aiutarlo a far fronte ai bisogni significa anche lavorare congiuntamente con gli insegnanti e sulla loro modalità di interazione, stimolando la capacità riflessiva (competenza metacognitiva), quindi accompagnare a riflettere su di sé, sui propri pensieri, sul chi sono, come mi rappresento dentro l’interazione con quel gruppo e come mi rappresento il gruppo.

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  • “La fatica ed il piacere di imparare. Psicologia della motivazione scolastica.” di Pietro Boscolo UTET edizioni – Roma
  •  Lo «Spazio d’azione», uno strumento per insegnare. Rivoluzionare lo spazio alla scuola per una didattica attiva. A cura di Equipe Formazione digitale Mario Garbari, Roberto Gagliardi, Antonio Gaetano, Daniela Sacchi
  • “Esperienze di base e sviluppo del sé. L’evolutiva nella psicoterapia funzionale” di Luciano Rispoli Franco Angeli editore – Milano
  • “Stili comunicativi in classe” di Carli A. (1996), Franco Angeli, Milano – “Insegnanti efficaci”di Gordon T. (1991), Giunti Lisciani, Teramo
  • WWW.VIVOSCUOLA.IT 
  • WWW .GIUNTISCUOLA.IT 

One Comment »

  1. Giuseppe 18 febbraio 2018 alle 11:18 - Reply

    Col piacere dell’apertura dell’argomento ora spetta ai singoli punti

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