INTERVISTA A CRISTINA CARLOMAGNO: PROGETTI NELLE SCUOLE ALL’INTERNO DELL’ATTIVITA’ NEL CARCERE

pfadmin 18 febbraio 2018 0
INTERVISTA A CRISTINA CARLOMAGNO: PROGETTI NELLE SCUOLE ALL’INTERNO DELL’ATTIVITA’ NEL CARCERE

INTERVISTA A CRISTINA CARLOMAGNO:
PROGETTI NELLE SCUOLE ALL’INTERNO DELL’ATTIVITA’ NEL CARCERE
A cura di Rita Pinetti 

R: Hai lavorato all’interno del Carcere di Padova con diversi progetti e attività. Di cosa si trattava?

C: Si trattava di diversi progetti all’interno del macro- progetto “Legal- Mente”. Questo progetto riguardava attività con e per la Casa Circondariale di Padova e coinvolgeva 10 comuni del territorio.

Il progetto prevedeva tre ambiti di intervento:

  • laboratori nelle scuole (dalle classi elementari alle superiori) in cui si effettuava un lavoro esperienziale attraverso  giochi, disegni, attività diversificate per sensibilizzare i bambini/ragazzi alla cultura della legalità: il rispetto delle regole e dell’altro, la prevenzione del bullismo, l’educazione socio-affettiva con il riconoscimento delle emozioni, l’assertività e l’empatia.
  • formazione ai genitori di adolescenti (scuole superiori), durante la quale venivano trattati argomenti quali: la Comunicazione efficace in famiglia, le emozioni, il riconoscimento dei segnali di disagio nei ragazzi, etc.
  • incontri strutturati in carcere tra alunni e detenuti, come momenti di scambio tra il “dentro ed il fuori”. Sia i ragazzi, che i detenuti avevano l’opportunità di intervistarsi reciprocamente.
  • L’obiettivo generale del progetto era diffondere la cultura della Legalità nelle sue diverse accezioni e sfaccettature, attraverso azioni di prevenzione, sensibilizzazione e formazione su più livelli.

 

Inoltre, dal 2010 al 2013 ho svolto l’ attività di gruppo di Cineforum con i detenuti tossicodipendenti all’interno della Casa Circondariale di Padova.

 

R: Un progetto molto ampio… con chi hai svolto le attività che vi afferivano?

C: Con l’Associazione “Nemesi” di cui faccio parte. Il progetto ha visto la collaborazione tra diverse figure professionali: educatrici, terapeuti del Carcere, psicologhe esterne. E’ un progetto che ha davvero coinvolto l’intero territorio padovano e diverse competenze e professionalità.

 

R: Come è nata la tua collaborazione, che sviluppi ha avuto?

C: Quando sono entrata, il Progetto “Legalmente” esisteva già da un anno;  mi è stato richiesto di fare una sostituzione della psicologa che lavorava in carcere  e, successivamente, sono entrata nell’associazione per poter proseguire e portare avanti il lavoro con il gruppo di detenuti. Sulla carta doveva trattarsi di un’attività più ridotta nel tempo ma poi le scuole ed i Comuni hanno chiesto di proseguire e così, dalla breve sostituzione è diventata per me un’attività continuativa per tre anni.

 

R: Dev’essere stata un’esperienza professionale molto intensa e coinvolgente…tra i tanti momenti e situazioni in cui ti sei trovata, qual è quello che per te è più rappresentativo di questa esperienza?

C: Il momento più rappresentativo è stato l’ingresso dei ragazzi della scuola nel carcere. Gli alunni hanno incontrato detenuti in attesa di giudizio. Il loro incontro prevedeva un’intervista reciproca e sono emersi vissuti e confronti molto intensi e arricchenti.

 

R: C’è stata una situazione che non ti aspettavi e che ti ha sorpreso?

C: In una scuola media dove facevo i laboratori per i ragazzi mi sono trovata a gestire 50 alunni contemporaneamente e…..ce l’ho fatta!!!

 

R: Cosa ti ha permesso di non mollare nei momenti di difficoltà e di portare avanti con successo il tuo progetto?

C: L’Amore per il lavoro e  la motivazione sull’obiettivo.

 

R: Cosa hai scoperto di te stessa in ambito professionale da questa esperienza?

C: Ho scoperto una capacità di gestione inaspettata, il piacere del lavoro in Carcere, il Valore aggiunto del lavoro con i detenuti.

 

#cetuttounmondo

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