Come curare l’emicrania e la cefalea

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Cos’è la cefalea

La cefalea, o più comunemente mal di testa, è un disturbo molto diffuso, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) come il disturbo più comune tra gli adulti tra i 15-49 anni. Frequentemente la cefalea diventa un disturbo cronico arrivando ad interferire significativamente con le attività quotidiane. Si stimano ingenti costi per la gestione di questo disturbo: diretti (derivanti dal trattamento e dalla ricerca) e indiretti (conseguenti all’assenteismo da lavoro e dalla riduzione della produttività).

Vi sono diversi tipi di cefalee. Quelle definite primarie, ossia non conseguenti ad altri disturbi, sono l’emicrania e cefalea di tipo tensivo:

  • Emicrania: è caratterizzata da episodi di dolore alla testa, spesso pulsante, unilaterale e severo. L’emicrania senza aura è spesso associata a nausea, vomito o sensibilità alla luce, ai suoni o al movimento.
  • Cefalea di tipo tensivo: il dolore può variare da un’intensità tenue a moderata, non pulsante, bilaterale, focalizzato.

Alcuni fattori scatenanti delle cefalee primarie sono:

  • Ciclo mestruale 
  • Saltare i pasti
  • Alcool
  • Astinenza da caffeina
  • Disturbi del sonno
  • Stress psicologico
  • Fattori ambientali: tempo, luce, odori

Vista la diversità delle cefalee, sia nei fattori scatenanti che nella sintomatologia, esistono diversi trattamenti per fronteggiarle.

 

Trattamento farmacologico 

 L’approccio a cui si ricorre più frequentemente per il trattamento della cefalea è quello farmacologico, costituito prevalentemente da farmaci cardiovascolari, antidepressivi e anticonvulsivi. Tuttavia, la loro efficacia non è sempre garantita e nessun farmaco da solo è in grado di ridurre la frequenza del mal di testa in più del 50% in metà dei pazienti testati.

Questa efficacia parziale potrebbe essere dovuta alla mancanza di informazioni sui meccanismi neurofisiologici sottostanti al disturbo.

Inoltre, i farmaci sono controindicati per donne in gravidanza o in allattamento e per chi è allergico ad alcune componenti/principi attivi. Per questo tipo di persone è consigliabile, se non necessario, un altro tipo di trattamento, per esempio di natura psicologica.

 

Trattamento psicologico

Tra i fattori scatenanti riportati sopra, vi sono anche quelli di natura psicologica, ossia lo stress (che può anche essere conseguenza della cronicità del mal di testa) e i disturbi del sonno.

Oltre a questo, però, la cefalea cronica è risultata essere frequentemente associata anche ad altre variabili prettamente psicologiche: specifici tratti di personalità e di temperamento, stress e disturbi psichiatrici (vedi articolo su Emicrania: un segno di sofferenza psicologica?). Tra questi ultimi, il disturbo depressivo maggiore e il disturbo d’ansia comportano rischi a lungo termine, come la riduzione della qualità della vita e l’aumento del rischio di suicidio.

Per tutte queste ragioni può essere particolarmente importante un trattamento psicologico per arginare gli effetti derivati dalle cefalee.

 Quali sono però i trattamenti attualmente in uso? Tra quelli studiati per la riduzione della sintomatologia del mal di testa, troviamo:

  •  Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT):

La Psicoterapia Cognitiva-Comportamentale spiega il disagio emotivo attraverso una complessa relazione di pensieri, emozioni e comportamenti. Gli eventi influenzano le nostre emozioni ma pensieri e comportamenti determinano la loro intensità e la loro durata. Spesso non siamo consapevoli dei nostri schemi e delle nostre abitudini dannose, la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale ha lo scopo di individuarli e modificarli, agendo su di essi in modo attivo.

  • Terapia del Bio-Feedback (BFT):

Si utilizza un’apparecchiatura elettronica composta da una centralina a cui si collegano un numero di elettrodi per misurare la tensione muscolare, la conduttanza cutanea, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e la frequenza respiratoria. Il Biofeedback risulta estremamente efficace nel controllare il dolore e ridurre il livello di stress ed ansia, aiutando ad apprendere nuove modalità di risposta alle situazioni stressanti.

  • Training di Rilassamento:

I metodi tradizionali di rilassamento variano nei loro approcci (es. Training Autogeno e Rilassamento Muscolare Progressivo), attraverso specifici esercizi e tecniche immaginative. Durante il rilassamento, la tensione muscolare di risposta allo stress è rilasciata portando ad uno stato di calma e quindi ad un decremento dell’attivazione psicofisiologica.

  • La mindfulness

La Mindfulness ha le proprie radici nella meditazione Buddista. Incoraggia una profonda consapevolezza dei propri pensieri ed emozioni, in maniera non giudicante e momento per momento, sia durante la pratica meditativa che nella vita quotidiana.

  • Intervento Funzionale:

Nell’approccio Funzionale la gestione dello stress prevede un intervento mirato sulla persona nella sua interezza, per riequilibrare l’insieme dei suoi Funzionamenti di Fondo; nel disturbo cefalgico i Funzionamenti alterati sono: il Controllo, il Lasciare, l’Abbandonarsi all’altro, Forza Calma, Consistenza. L’intervento può essere individuale o di gruppo e utilizza tecniche psico-corporee.

 

Gli studi che hanno testato l’efficacia di questi trattamenti, hanno rilevato che la CBT è particolarmente indicata per chi presenta sintomi stress-correlati e disturbi del sonno.

La BFT e il training di rilassamento sono tra le più consigliate per la prevenzione, ma non si basano ancora su evidenze empiriche totalmente esaustive.

I trattamenti che si avvalgono della Mindfulness, invece, sono per ora utilizzati con pazienti con disturbo da dolore cronico. In generale, la combinazione di trattamenti porta ad un maggior beneficio per la persona. Uno studio che ha testato l’efficacia del trattamento Funzionale ha evidenziato un miglioramento rispetto allo stress percepito e nei Funzionamenti alterati; l’intensità e la presenza di episodi di cefalea sono diminuiti.

È rilevante sapere che i trattamenti psicologici sono risultati utili:

  • Per agire sullo stress psicologico che accompagna la cefalea;
  • Altre conseguenze psicologiche;
  • Alleviare lo stesso sintomo del mal di testa.

Ciò nonostante ad oggi nessun trattamento sembra risolvere totalmente la disabilità che il mal di testa comporta. In particolare, l’emicrania è il disturbo più resistente ai trattamenti e alcuni ricercatori consigliano di adottare un training di rilassamento multidisciplinare.

 

Farmaci o psicologia?

Per concludere, dalle ricerche emerge che l’efficacia dei trattamenti psicologici è comparabile a quelli farmacologici e che il beneficio è maggiore quando sono combinati tra loro, anziché scelti singolarmente. Infatti, i programmi multidisciplinari, ossia che comprendono sia trattamenti psicologici che la farmacoterapia o altre terapie fisiche e manuali sono quelli risultati più efficaci.

Il trattamento psicologico è efficace anche senza farmacoterapia, riducendo la frequenza del mal di testa e la sofferenza ad esso connesso. Per tal motivo, in alcune situazioni specifiche può anche essere utilizzato come unico trattamento, mentre per pazienti cronici o più resistenti è consigliabile un trattamento combinato.

Ancora una volta, possiamo dire che prevenire è meglio che curare; dato che nessun trattamento è risultato totalmente risolutivo, è preferibile agire preventivamente sui fattori scatenanti, come stress, traumi o disturbi del sonno.

 

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Adriana Buffa e Sharon Perri

 

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https://www.stateofmind.it/2017/05/biofeedback-cefalee-bambini/

https://www.stateofmind.it/tag/psicoterapia-cognitiva/

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