Diventare insegnanti assertivi con la voce

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Cos’è l’Assertività?

L’Assertività, chiamata anche affermazione di sé, è una qualità indispensabile per l’insegnante nella gestione della classe. Essa implica la capacità di esprimere le proprie idee e le proprie opinioni senza rabbia ma con calma e decisione. L’assertività è un modo di fare che si può imparare e sviluppare, anche se non è una parte naturale della propria personalità.

La voce dell’insegnante comunica “Ascoltami”

Gli insegnanti devono sviluppare una “voce da insegnante“, che assertivamente esige rispetto e autorità. Questa voce dice: “Quando sono qui a insegnare, mi aspetto che tutti gli studenti abbiano gli occhi su di me e non parlino. E’ importante che tutti possono sentire e ascoltare quello che sto dicendo“. La voce dell’insegnante deve riempire la stanza senza urlare altrimenti ci troveremo di fronte ad un insegnante arrabbiato e non assertivo.

Cosa fare quando si verificano problemi di comportamento nei bambini?

L’insegnante assertivo è amichevole con gli studenti, mantenendo, però, i limiti.

L’insegnante assertivo reagisce rapidamente a comportamenti scorretti e non discute con lo studente mentre si comporta male: il tempo per la riflessione condivisa viene ritagliato in un altro momento ed è un momento di calma, intimità e disponibilità.

Essere assertivi significa trovare un equilibrio tra essere troppo passivi o troppo aggressivi.

Quando siamo troppo passivi, ci chiudiamo in noi stessi nel nostro disagio, accumulando rabbia interiore e risentimento verso gli altri. Un insegnante che è troppo passivo può sentirsi sopraffatto dalla situazione e percepire lo studente come la persona “responsabile”, iniziare a sentirsi senza speranza e accumulare dubbi su se stessi nella propria capacità di cambiare il problema comportamentale.

Quando l’insegnante è troppo aggressivo, d’altra parte, lo stesso risentimento e la frustrazione nascosti che travolgono un insegnante passivo si trasformano in scoppi di rabbia e brutti scambi verbali con il bambino. Per un insegnante aggressivo, il bambino dirompente è “il nemico” e, in battaglia la migliore linea di difesa è sconfiggere il nemico. Gli scambi ostili tra insegnanti e studenti aumentano la possibilità che il bambino contrattacchi (ad esempio urla, calci, imprecazioni e / o acting-out), impedendo di sviluppare una relazione positiva.

Troppo passivo o troppo aggressivo sono segnali di frustrazione, bassa autostima e scarsa capacità di auto-efficacia nella gestione del comportamento provocatorio dei bambini. Il giusto equilibrio da trovare è quello di gestire i comportamenti difficili degli studenti usando l’approccio assertivo.

Comunicazione assertiva significa che siamo in grado di difendere i nostri diritti personali senza violare i diritti dello studente. Quando usiamo un linguaggio assertivo, esprimiamo i nostri pensieri e sentimenti in modo diretto e onesto e, poiché prendiamo in considerazione i diritti e i sentimenti del bambino, articoliamo la nostra posizione senza cercare di dominare il bambino, tanto meno cercando di umiliarlo.

La voce ha un ruolo prioritario nell’assertività: aperta, calma, decisa e con un volume alto per farsi ascoltare ma senza arrivare all’urlo. Le interazioni assertive hanno meno probabilità di innescare una reazione di rabbia o di difesa nei bambini. Gli insegnanti assertivi trasmettono un’atmosfera di rispetto e accettazione quando parlano con gli studenti dei loro comportamenti, con conseguente maggiore compliance da parte dei bambini.

 Ecco 5 suggerimenti sulla gestione della classe attraverso l’assertività:

  1. Assicurati che il tono della tua voce sia fermo ma mai ostile, sprezzante o sarcastico.
  2. Assicurati di essere assertivo con tutto te stesso: ad esempio espressione decisa ma serena, senza aria di sfida; spalle aperte e dritte, non protese in avanti; piedi ben radicati a terra.
  3. Assicurati di riferirti ad un comportamento specifico su cui lo studente possa fare qualcosa al riguardo, ad esempio, una scrivania disordinata o il fatto che dica parolacce. Evita i messaggi diretti alla persona (ad esempio, cattivo).
  4. Fai un riferimento alla volta e parla di una cosa specifica. Non sovraccaricare o confondere il bambino con troppe informazioni o spiegazioni.
  5. Rafforzare sempre il bambino con il tuo apprezzamento se mette in atto un comportamento positivo (ad esempio, un sorriso e un “grazie”).

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