APPROFONDIMENTI
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Riduzioni sui Crediti ECM del Triennio 2023-2025: Quando e Come Ottenerle
Come abbracciare il tuo corpo senza giudizi: benefici e pratiche quotidiane della Body Neutrality
La comunicazione medico-paziente in ambito sanitario
La connessione con la natura – Quali effetti per il benessere e la salute mentale? L’awe come possibile mediatore
Con l’avvento della civilizzazione e, ancor più, con la globalizzazione, il mondo e il nostro stile di vita hanno subito trasformazioni profonde. Oggi viviamo in un’epoca dominata dal pensiero razionale e scientifico, spesso a scapito di emozioni, immaginazione, creatività e semplicità. Il focus è posto sul progresso, sulla produttività e sul successo, lasciando poco spazio per momenti di riflessione e riconnessione con sé stessi.
Tuttavia, la connessione con la natura è un aspetto intrinseco della condizione umana, e ha un ruolo fondamentale nel nostro benessere. Essa non solo riduce lo stress e aumenta la vitalità, ma è anche fonte di felicità; svolge inoltre un ruolo chiave nella costruzione dell’identità personale, rafforzando autenticità, la libertà interiore e la percezione che la vita abbia un significato.
Una delle possibili spiegazioni degli effetti positivi riscontrati sul benessere psicofisico e immersione nella natura riguarda l’emozione di awe, sperimentabile nell’incontro con stimoli vasti, dal punto di vista fisico, percettivo o semantico, o che vanno al di là della propria cornice di significati.
Fuffa Terapie! – Il confusionario mondo marketing legato alle terapie per la psiche
Basta una veloce ricerca su Google per inoltrarsi nel mondo delle “terapie” e trovare dalle più classiche e conosciute terapie psicologiche e psicoterapie, passando dalle meno note arti-terapie, ippoterapia, cromoterapia, fino alle più bizzarre cristallo-terapia, cioccolato terapia, cammino-terapia e altre.
In questo articolo vedremo insieme pochi semplici principi per destreggiarci in questo complesso mondo di contraddizioni e, a volte, abusi.
Burnout – perché fatichiamo a lasciare il lavoro?
Nella psicologia clinica, il burnout è considerato un disturbo mentale valutato in pazienti che richiedono un trattamento psicologico e non lavorano più a causa dei loro sintomi o dell’esperienza di gravi problemi nel funzionamento sul lavoro. Lo scopo di questo articolo è andare a capire quali sono i fattori che permettono alle persone di staccare dal lavoro, evitando di ricadere nel burnout clinico e nel workaholism, definito come una delle più attuali e rischiose forme di dipendenza. Nell’articolo si indagano anche quali fattori espongono maggiormente al rischio di burnout e alla difficoltà di delineare un chiaro confine tra la vita lavorativa e la vita privata. Infine, l’articolo espone concetti circa il benessere sul lavoro e come raggiungerlo, concentrandosi sulla necessità di adattarsi proattivamente alle richieste dell’ambiente di lavoro e alle proprie esigenze personali, per arrivare ad avere un maggior controllo delle proprie attività lavorative.
L’arte è davvero per pochi? Arte e musica come linguaggio universale
L’arte è molto più di quadri appesi alle pareti o melodie che ci accompagnano nell’ascolto. È anche un linguaggio universale strettamente connesso alle nostre emozioni e al mondo che ci circonda. In questo articolo, esploriamo il significato dell’arte attraverso le lenti della psicologia cognitiva, evoluzionistica e delle neuroscienze.
Risvegliare il potere del desiderio: sessualità femminile e Mindfulness
Solitamente si sente parlare di disfunzione erettile maschile, di impotenza, e di piacere maschile, ma la donna?
Il piacere femminile per secoli è stato sottovalutato dalla scienza, basta pensare che solo nel 2022 si è scoperto quanto il clitoride fosse importante per il piacere femminile, in quanto è l’organo erettile femminile ed è ricco di terminazioni nervose, per la precisione 10 mila fibre nervose (Peters, Ndumele, & Uloko, 2023).
Insomma per anni se non secoli, tra tabù ed ignoranza, perfino la ricerca e la medicina hanno trascurato la sessualità femminile.
La sessualità femminile, infatti, veniva considerata solo dal punto di vista della riproduzione, il piacere e il desiderio della donna sono finiti, così, in secondo piano.
Con il tempo sono nati diversi falsi miti che riguardavano il piacere femminile, e ricordiamoci che la sessualità femminile non è come quella maschile!
Compassion Satisfaction, Compassion Fatigue e Burnout: Comprendere e Gestire la Qualità della Vita Lavorativa nei Professionisti Sanitari
L’autrice Vidette Todaro-Franceschi inizia il suo libro introducendo tre termini (compassion satisfaction, compassion fatigue e burnout) e le loro differenze. Secondo lei, questi definiscono la qualità della vita lavorativa di un professionista sanitario, e possono influenzare molto anche il modo in cui egli si percepisce nella propria vita personale. La compassion satisfaction è lo stato che ogni professionista del mondo della salute vuole raggiungere: è uno stato in cui la persona è felice del proprio lavoro, è interessata ai propri pazienti, e ha il “cuore pieno di compassione” (Stamm, 2010). La compassion fatigue, invece, è un termine che è stato usato per la prima volta dall’infermiera Carla Joinson nel 1992, e può manifestarsi quando un professionista sanitario è stanco del sentimento di compassione, e diventa qualcosa di pesante per lui o per lei. Un esempio è portarsi a casa il paziente, ed essere preoccupati per le sue sorti.
Se la compassion fatigue non viene fermata, si può sviluppare il fenomeno conosciuto come burnout, che è molto più grave. Il burnout è uno stato in cui la persona, a causa dell’esaurimento fisico ed emotivo, arriva ad odiare il proprio lavoro. Un esempio è il professionista che perde il valore del proprio mestiere ed è disponibile a fare tutt’altro. L’ambiente di lavoro può condizionare direttamente questi 3 stati, diventando un fattore protettivo o di rischio per il burnout.
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