INTERVISTA A LUCA RIZZI: ATTIVITA’ DI INTEGRAZIONE DELLA MINDFULNESS ALL’INTERNO DELLA CORNICE TEORICA DEL NEO-FUNZIONALISMO

pfadmin 18 marzo 2018 0
INTERVISTA A LUCA RIZZI: ATTIVITA’ DI INTEGRAZIONE DELLA MINDFULNESS ALL’INTERNO DELLA CORNICE TEORICA DEL NEO-FUNZIONALISMO

INTERVISTA A LUCA RIZZI:
ATTIVITA’ DI INTEGRAZIONE DELLA MINDFULNESS ALL’INTERNO DELLA CORNICE TEORICA DEL NEO-FUNZIONALISMO
A cura di Maria Chiara Pacquola

 

C: Che cos’è la Mindfulness?

L: Mindfulness è una parola inglese che vuol dire consapevolezza ma in un senso particolare. Non è facile descriverlo a parole perché si riferisce prima di tutto a un’esperienza diretta. Tra le possibili descrizioni è diventata “classica” quella di Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri di questo approccio. “Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare: a) con intenzione, b) al momento presente, c) in modo non giudicante”. Si può descriverla anche come di un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora.
Entrare nel mondo Mindfulness significa entrare in contatto con un’ampia rete di professionisti clinici che partendo da questa definizione di base, hanno proseguito la loro ricerca declinandola in diverse correnti e in diversi modelli di intervento; tutti però sono accomunati dal concetto base di esperienza.
Lo stesso Kabat-Zinn l’ha sviluppata nello stress attraverso tecniche di introduzione alla pratica meditativa.
Una terapia Minfulness si fonda sull’esporre il paziente all’esperienza attraverso tecniche centrate sullo sviluppo del sentire, grazie alle quali egli si rende consapevole dei processi automatici che mette in atto; il concetto fondamentale di base è il seguente: è più facile per l’uomo togliersi dall’esperienza per evitare di essere esposto ad una mancanza di coerenza, che la razionalità e la logica più agevolmente consentono.
Alcuni di questi processi automatici sono specifiche funzioni cognitive, quali l’autoriflessività, la comprensione della mente altrui, che in questo modo vengono stimolati. Altri processi sono fisiologici come il respiro, che viene portato a consapevolezza e nuova percezione.


C: Come è nata questo interesse per la Mindfulness?

L: Fin dall’inizio della mia ricerca, mi sono concentrato su due temi che mi hanno sempre appassionato: le emozioni e la metacognizione. Proseguendo nella mia formazione Funzionale mi sono trovato naturalmente a confrontarmi con altri approcci e pratiche di intervento clinico, per sviscerarne il funzionamento e affrontarne il vissuto. Alla Mindfulness sono arrivato partendo dal modello cognitivo-comportamentale, attraverso un approfondimento dello Schema Therapy e sono rimasto affascinato dalle connessioni possibili con il nostro approccio di lavoro, la psicologia Funzionale.


C: Come è cresciuto il tuo progetto, che sviluppi ha avuto?

L: Dal mio punto di vista, la Mindfulness offre un paniere interessante di tecniche che permettono di intervenire sul Sé della persona, integrando il piano cognitivo: la sua forza è proprio la capacità di sviluppare la consapevolezza.  Questo movimento di integrazione della Mindfulness all’interno della cornice teorica del modello Funzionale viene sempre accompagnato però da un parallelo movimento di espansione e diffusione della grande esperienza clinica che abbiamo maturato in ambito Funzionale, soprattutto nella cura dell’anziano,  nell’accompagnamento alla gravidanza, nel sostegno genitoriale e nella terapia di gruppo e di coppia.

#conoscerepercrescere

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