Public speaking: l’importanza della respirazione

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respiro public speaking

Per ottenere un public speaking efficace e combattere l’ansia a riguardo è sicuramente necessario respirare correttamente. L’ansia legata al parlare in pubblico è una delle ansie più comuni. Diverse ricerche si sono focalizzate su come aiutare le persone a superare l’ansia legata alla comunicazione in pubblico. Uno degli interventi che possono essere utilizzati per migliorare il public speaking è la respirazione diaframmatica. Le ricerche riguardanti la respirazione diaframmatica hanno mostrato che ha diversi benefici tra cui la riduzione dell’ansia, della pressione sanguigna, dei sintomi asmatici, degli attacchi di ansia e di panico, degli attacchi epilettici e anche la possibilità di avere attacchi di cuore secondari.

Come funziona il respiro

Il respiro è una Funzione fisiologica di fondamentale importanza per la vita, dal momento che ogni cellula del nostro organismo necessita costantemente dell’apporto di Ossigeno per potersi mantenere in vita. Per tale motivo, questa Funzione è controllata da alcuni gruppi neuronali presenti nel bulbo, situati rispettivamente in posizione ventrale e dorsale. I neuroni bulbari dorsali sono responsabili dell’inspirazione e definiscono il ritmo del respiro. La loro attività stimola la contrazione dei muscoli intercostali esterni e del diaframma, aumentando, di conseguenza, il volume della cavità toracica, permettendo all’aria di entrare nei polmoni. Nel respiro forzato i neuroni bulbari dorsali controllano anche l’attività dei muscoli scaleni che, alzando le prime costole toraciche, aumentano il volume della cavità toracica verso l’alto.

L’espirazione, quando il respiro è calmo, avviene in modo spontaneo dal rilassamento dei muscoli sopracitati. Quando il respiro è forzato, invece, intervengono i neuroni bulbari ventrali per accelerare l’espirazione, mediante la contrazione dei muscoli addominali e degli intercostali interni, che riducono il volume della cavità toracica, spostando verso l’alto il diaframma e schiacciando il torace. L’attività dei neuroni bulbari è controllata in modo involontario dal sistema autonomo, limbico e da chemorecettori che segnalano alterazioni del pH, dei livelli di O2 e di CO2 nel sangue. Questo implica che stati emotivi, come la paura o la rabbia che agiscono sul sistema nervoso autonomo (che causa, ad esempio un aumento della frequenza del battito cardiaco) o un non adeguato apporto di Ossigeno, dovuto, ad esempio, ad un intensificarsi dell’attività muscolare o di quella degli organi interni (es. la digestione), influenzano il ritmo respiratorio e la sua modalità, per esempio, mediante un respiro più profondo o uno sbadiglio, o mediante un’accelerazione del ritmo respiratorio.

Ansia da public speaking: la funzione della respirazione diaframmatica

La respirazione diaframmatica è una tecnica che richiede solo qualche minuto. Respirare può essere definito come un ponte tra le funzioni del corpo perché è connessa all’azione del sistema simpatico e parasimpatico sul sistema nervoso autonomo. Utilizzando la respirazione diaframmatica come tecnica di intervento, una persona riesce a ridurre il battito cardiaco e rilassare sia il corpo che la mente. La respirazione diaframmatica, anche chiamata “profonda respirazione addominale” o “respirazione di pancia” si distingue dall’innalzamento e l’abbassamento dell’addome della persona nei momenti di inspirazione ed espirazione. Praticare la respirazione diaframmatica consiste fondamentalmente in quattro passaggi:

  1. Per prima cosa è necessario inspirare profondamente attraverso il naso, se possibile per 4 secondi, avendo l’attenzione di percepire la dilatazione delle costole e l’abbassamento del diaframma.
  2. Poi trattenere il respiro per altri 4 secondi.
  3. Successivamente espirare lentamente attraverso la bocca sempre contando fino a 4, facendo attenzione a sentire l’innalzamento del diaframma.
  4. Provare per qualche respiro, infine fare qualche respiro regolare prima di ricominciare con questi step.

Praticando una decina di respirazioni così per 3 o 4 minuti alla volta, si ottiene un rilassamento moderato e una riduzione delle risposte fisiologiche all’ansia e al panico. Questo significa che la respirazione diaframmatica può aiutare le persone a ridurre l’ansia che può essere provata durante un’esperienza ansiogena come il public speaking. Alcune ricerche fatte in fisiologia e in campo sanitario hanno mostrato una significativa riduzione di attacchi di panico, ansia e depressione nelle persone che praticano la respirazione diaframmatica. Per questo, la respirazione diaframmatica può essere utilizzata come trattamento, specialmente in situazioni in cui bisogna parlare in pubblico.

L’importanza di insegnare la respirazione diaframmatica ai corsi di public speaking

Uno studio del 2007 ha esaminato l’efficacia dell’insegnare la respirazione diaframmatica a studenti di corsi di public speaking nel ridurre l’ansia a riguardo. Molti di questi studenti potrebbero trarre benefici da questa modalità di respirazione. Ad esempio, potrebbero sentirsi meno ansiosi e provare minori sensazioni nervose riguardo alla loro futura performance.

Lo studio era volto a valutare se la respirazione diaframmatica fosse più efficace nel trattamento dell’ansia provata durante il public speaking, nella riduzione dei tratti ansiosi generali e riferiti a se stessi, rispetto al solo partecipare ad un corso di public speaking. Il campione era composto da 156 studenti non ancora laureati che frequentavano un corso di public speaking all’università. I risultati della ricerca hanno mostrato che la respirazione diaframmatica è un trattamento di intervento possibile e plausibile per studenti che riportano molte emozioni negative, come ad esempio l’ansia e il nervoso in una situazione di public speaking. Quindi, come già mostrato dalle ricerche precedenti in letteratura, la respirazione diaframmatica è una modalità di intervento adatta per ridurre l’ansia.

Bibliografia

Howe, Marlina Marie and Dwyer, Karen Kangas (2007) “The Influence of Diaphragmatic Breathing to Reduce Situational Anxiety for Basic Course Students,” Basic Communication Course Annual: Vol. 19 , Article 9.

 

Anita Facchi

 

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