“Tu Non Mi capisci”. Quando la Comunicazione Diventa Un Ostacolo Nella Relazione.

  1. HOME
  2. Articoli
  3. “Tu Non Mi capisci”. Quando la Comunicazione Diventa Un Ostacolo Nella Relazione.

“Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione.”

Zygmunt Baumann

Tante volte abbiamo detto o ci siamo sentiti dire la frase “Tu non mi capisci!”. Questo perché spesso in una relazione ci si aspetta che il partner ci comprenda senza dover fare lo sforzo di spiegare e comunicare il nostro sentire, o semplicemente si comunica in modo non tanto efficace.

Kanter ed altri autori in una rassegna (2022) hanno cercato di comprendere come la qualità della comunicazione possa incidere qualità della relazione. È emerso che una comunicazione efficace può essere un elemento predittivo circa la durata e la soddisfazione di coppia; viceversa, una comunicazione non efficace può incidere sullo scioglimento della relazione.

Prima di parlare della comunicazione di coppia, però, è bene fare un paio di precisazioni sulla comunicazione in sé.

Cosa significa comunicare?

Il termine comunicazione (dal latino communico = mettere in comune, far partecipe, composto da cum = con e munire = legare, costruire) significa mettere in comune, cioè condividere pensieri, opinioni, esperienze, sensazioni e sentimenti con gli altri.

Parliamo quindi di comunicazione interpersonale, ovvero una comunicazione che vede come protagonisti più individui, che entrando in relazione si influenzano reciprocamente, anche inconsapevolmente.

Come comunichiamo?

La comunicazione non è solo le parole che diciamo, ma anche come lo diciamo. La comunicazione comprende infatti:

  1. La comunicazione verbale: riguarda lascelta delle parole e la costruzione logica delle frasi. È il livello che indica ciò che si dice o, nel caso della comunicazione scritta, ciò che si scrive.
  2. La comunicazione non verbale: il cosiddetto linguaggio del corpo. Comprende i propri movimenti e la propria postura, oltre che la posizione che si occupa nello spazio. Riguarda anche gli sguardi, i gesti, le mimiche facciali e l’abbigliamento.
  3. Comunicazione paraverbale: viene considerato il modo in cui la comunicazione viene espressa, quindi la voce (tono, volume, ritmo), ma anche le pause, le risate, il silenzio ed altre espressioni sonore.

Possiamo quindi affermare che nel momento in cui ci entriamo in relazione con l’altro, la comunicazione risulta inevitabile. Anche quando non diciamo nulla, i nostri silenzi, il nostro tono di voce, i nostri gesti, tutto è comunicazione. Si comunica qualcosa anche se consapevolmente non crediamo di farlo.

La nostra comunicazione però non sarà mai perfetta. Per quanto si cerchi di stare attenti alle parole utilizzate, inevitabilmente ci sarà sempre e comunque una parte della nostra comunicazione che sfugge alla consapevolezza ed alla volontarietà, e che è guidata dai nostri vissuti e dalle nostre emozioni. Di fatto, la comunicazione non è mai ad una solo via, ogni comportamento produce un comportamento sugli interlocutori, per cui risulterebbe riduttivo considerare la comunicazione come un processo unidirezionale e lineare, ma occorre trattarla come un processo circolare che parte da un soggetto, giunge ad un altro e torna nuovamente al soggetto di partenza (Watzlawick, 1967).

A questo  punto, possiamo quindi cercare di comprendere come e quando la comunicazione di coppia può risultare non efficace e diventare un ostacolo nella relazione.

A questo proposito, lo psicoterapeuta Giorgio Nardone nel libro “Correggimi se sbaglio” ci descrive in maniera chiara quegli elementi che possono portare ad un dialogo fallimentare.

Gli ingredienti di una comunicazione fallimentare.

  1. Puntualizzare

Il puntualizzare situazioni, sensazioni ed emozioni, nel rapporto con il partner, nonostante possa sembrare un modo per evitare fraintendimenti nella relazione, può trasformarsi in un atto che alimenta i problemi se utilizzata in modo eccessivo. Inoltre, discutere di qualcosa che ha a che fare soprattutto con sensazioni, emozioni e sentimenti ad un livello razionale, potrebbe impoverire i legami.

  1. Recriminare

Quando ci viene in mente di recriminare qualcosa a qualcuno, dobbiamo tener presente che il risultato non sarà l’accettazione delle nostre ragioni, ma ad un rifiuto emotivo dal quale potrebbe scaturire un litigio.

  1. Rinfacciare

La tendenza a rinfacciare ciò che dell’altro ci dà fastidio e che vorremmo correggere, può solo che peggiorare la situazione. In risposta al rinfaccio, il partner tende ad indisporsi e arrabbiarsi, accentuando invece che correggere i comportamenti oggetti di critiche.

  1. Predicare

Un’altra strategia comunicativa fallimentare, può essere il fare la predica al partner: criticare il comportamento dell’altro su un piano morale, quindi in termini di giusto e sbagliato, induce spesso a trasgredire le regole alla base della predica stessa.

  1. “Te l’avevo detto”.

Il giudicare il partner per i suoi fallimenti o per i suoi errori, invece, ci trasforma in un bersaglio della sua rabbia, determinata dalla carica negativa di frustrazione che già aveva in sé, e il nostro atteggiamento di giudizio ha contribuito ad accentuare.

  1. “Lo faccio solo per te”.

Il dichiarare un sacrificio verso l’altro membro della relazione, contribuisce a farlo sentire in debito oltre che in una situazione di inferiorità.

  1. “Lascia…faccio io.”

Seppure possa sembrare un atto di gentilezza, l’atto di sostituirsi all’altro in faccende o azioni, sminuisce l’altra persona. Lascia passare il messaggio che l’altro non sia in grado; quindi, a lungo potrebbe intorbidire la relazione.

Il costante ripetersi delle modalità di comunicazione citate, potrebbe determinare una comunicazione fallimentare e conflittuale all’interno di una relazione amorosa, nonostante esse si basino sulle migliori intenzioni da parte della persona che le mette in atto. Il problema, dunque, non nasce dalle intenzioni o dalle idee del soggetto, ma dalle forme di comunicazione messe in atto, che influiscono sul contenuto del messaggio e sul modo in cui viene accolto dal partner. Per instaurare e mantenere delle buone relazioni, oltre alle buone intenzioni, è importante utilizzare forme efficaci di comunicazione.

Ma…come comunicare in modo efficace?

Bisogna imparare a empatizzare con il partner, a comprendere le sue prospettive, le sue idee, i suoi sentimenti e le sue emozioni, evitando di proporre le proprie idee e le proprie sensazioni, senza dargli la possibilità di esprimersi.

Una modalità utile per dialogare in modo costruttivo e collaborativo con il proprio partner potrebbe essere quella di evitare affermazioni e invece proporre domande che permettano di chiarire e comprendere le situazioni, che possano creare un clima collaborativo, orientandosi versa la soluzione dei problemi piuttosto che sulla ricerca del colpevole. Chiedere verifica piuttosto che sentenziare, parafrasando le risposte ricevute può risultare un valido modo per accelerare il processo di cambiamento costruttivo della situazione problematica e rafforzare ciò che si sta costruendo. Maggiormente necessario è creare una complicità emotiva: per superare i disaccordi, è importante andare oltre il piano razionale per poter comunicare non solo attraverso la parola, ma soprattutto attraverso l’emozione; quindi, attraverso  il modo in cui viene detta la parola. Un sorriso, un gesto, un abbraccio, come anche il tono di voce, spesso creano complicità e intesa. Tuttavia, per ottenere un cambiamento reale, è indispensabile non solo capire, ma anche agire diversamente.

Un piccolo segnale positivo da poter osservare alla fine di un dialogo o di un confronto è la serenità. Se quello che rimane di un dialogo è la serenità  significa che la relazione è stata rinforzata dalla comunicazione appena avvenuta.

Una comunicazione di coppia efficace, tendenzialmente presuppone il riuscire ad esprimere le proprie emozioni, esigenze personali e relative alla coppia in modo comprensibile per l’altro, sia a livello verbale che non verbale; il riuscire a comprendere i bisogni e le emozioni dell’altro mediante l’assunzione di un atteggiamento di ascolto e apertura, ma tutto ciò richiede un grande impegno. Una comunicazione efficace e costruttiva nella coppia, presuppone un atteggiamento di umiltà e un allenamento costante. L’amore da solo non basta ad alimentare una relazione, è soprattutto la capacità di comunicare che permette all’amore di fluire e regalarci intense gioie ed emozioni. Una buona comunicazione permette di creare un rapporto di conoscenza profonda e reciproca, di prevenire i danni causati dalla noia, dalla routine, dall’apatia e di promuovere un rapporto basato sul rispetto, sulla fiducia, sulla felicità e sul benessere di coppia.

Maria Giuliana Ambrosino

BIBLIOGRAFIA

Bauman, Z. (2003). Amore liquido: sulla fragilità dei legami affettivi. Trad.it, Bari: Laterza Editore.

https://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione

Kanter, J. B., Lavner, J. A., Lannin, D. G., Hilgard, J., & Monk, J. K. (2022). Does couple communication predict later relationship quality and dissolution? A meta‐analysis. Journal of Marriage and Family84(2), 533-551.

Nardone, G. (2010). Correggimi se sbaglio. Ponte alle Grazie.

Watzlawick, P., Beavin, J. H., & Jackson, D. D. (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Astrolabio, Roma35, 1-47.

Per ricevere assistenza o maggiori informazioni

CONTATTACI ORA

Hai bisogno di aiuto e vuoi ricevere una consulenza GRATUITA?

Vai allo
SPORTELLO DI ASCOLTO

Articoli Correlati

Iscriviti alla Newsletter

Menu