Quanto ne sai sui disturbi del sonno nei bambini?

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I disturbi del sonno sono piuttosto comuni nei bambini, ma spesso sono sottovalutati o non diagnosticati. Eppure essi hanno un profondo impatto sul benessere e sullo sviluppo fisico, emotivo e mentale del bambino.

Ma innanzitutto: cosa sono i disturbi del sonno? E soprattutto quali sono?

I disturbi del sonno sono un ampio gruppo di problematiche che in un qualche modo alterano o interferiscono con i normali circadiani e/o le normali qualità e quantità del sonno. Come già accennato quindi, questi disturbi sono molti di più di quel che si creda.

Si differenziano tra quattro principali categorie:

  1. disturbi “della quantità”: insonnie e ipersonnie; per insonnie intendiamo i disturbi caratterizzati da quantità scarse o insufficienti di sonno con diverse tempistiche e ritmi. Le ipersonnie sono invece le patologie date da ore eccessive di sonno come l’ipersonnolenza o narcolessia.
  2. disturbi correlati alla respirazione: sono una grande categoria di disturbi del sonno dati appunti da difficoltà o irregolarità della respirazione durante il sonno (ad esempio apnee del sonno e ipoventilazioni sonno-correlate); con di conseguenza un enorme impatto sulla qualità del sonno e le sue normali fasi cicliche.
  3. disturbi circadiani del ritmo sonno-veglia: riguardano i ritmi ormonali e corporei giornalieri e determinano appunto un’alterazione nel regolare alternarsi tra veglia e riposo.
  4. altri disturbi: parasonnie, sindromi specifiche, disturbi senza categorizzazione ulteriore. Sono un insieme vastissimo di disturbi che vanno da alterazioni delle fasi REM e non-REM (le parasonnie, come sonnambulismo e terrori notturni) ai disturbi più specifici come la sindrome delle gambe senza riposo.

Ma tornando a noi, queste problematiche hanno un notevole impatto sul benessere e la qualità di vita. Per esempio, alcuni studi hanno trovato una correlazione fra il russare nella prima infanzia e risultati accademici inferiori alla media, oltre ad un BMI (Body Max Index = Indice di Massa Corporea) più alto. L’apnea del sonno, invece, “è stata collegata a difficoltà nello sviluppo sociale ed emotivo” (Faruqui et al., 2011, p. 540). Entrambi, poi, sono correlati ad un aumento del rischio di problemi cardiaci.

Risulta quindi fondamentale una preparazione adeguata sul tema per i pediatri, i primi professionisti sanitari a cui i genitori si rivolgono per ottenere indicazioni e diagnosi corrette.

La preparazione dei pediatri sui disturbi del sonno

Per stabilire quanto effettivamente i pediatri siano preparati a diagnosticare e trattare un disturbo del sonno, Faruqui e colleghi (2011) hanno ideato un questionario che ha loro permesso di rilevare le percezioni e le pratiche dei pediatri in tale ambito.

I risultati non sono particolarmente incoraggianti. Il 96% dei pediatri ha risposto che ritiene di sua competenza dare informazioni e consigli sull’igiene del sonno, ma solo il 18% ha ricevuto un training formale sui disturbi del sonno nei bambini.

Le cause ritenute più comuni sono:

  • L’uso di device elettronici (come il cellulare o la tv; 52%);
  • L’uso del cellulare a tarda notte (38%);
  • L’orario di inizio della scuola (solitamente la mattina presto; 16%);
  • I troppi compiti per casa (13%).

Nel questionario sono elencati, inoltre, alcuni possibili problemi che potrebbero essere causati da disturbi del sonno e che impattano profondamente sulla vita e sul benessere del bambino e di chi gli sta intorno. I problemi più grandi causati dai disturbi del sonno sembrano essere i disturbi dell’umore e del comportamento (segnati dal 44% dei partecipanti), seguiti dalle ridotte capacità di apprendimento (32%).

Il questionario prevede anche una parte per testare le conoscenze dei pediatri sui disturbi del sonno, composta da 8 domande. Solo il 19.1% dei partecipanti ha risposto correttamente a più di metà delle domande. Ovviamente, i pediatri che avevano ricevuto un training avevano una conoscenza significativamente più alta rispetto a chi non aveva mai ricevuto nessun training.

 

disturbo sonno

Assessment e problematiche

Per quanto riguarda l’assessment, le domande più comuni riguardano:

  • i problemi del sonno riscontrati fino a quel momento;
  • l’enuresi notturna;
  • l’orario usuale di addormentamento e di risveglio;
  • le pause del respiro o il russare.

Alcuni pediatri percepiscono delle barriere all’assessment dei disturbi del sonno: il 12% ritiene che i genitori ne parlerebbero se ci fossero, senza che il pediatra lo debba chiedere esplicitamente, mentre il 9% è preoccupato che il tempo dedicato a valutare potenziali problemi del sonno sottragga del tempo a domande riguardanti altri problemi di salute.

Quali sono le pratiche per trattare i disturbi del sonno?

Per quanto riguarda le pratiche messe in atto per trattare i disturbi del sonno, le risposte sono state le seguenti:

  • Counseling/educazione ai genitori (89.3%);
  • Terapia comportamentale (52.9%);
  • Invio a uno specialista del sonno (51.4%);
  • Farmacoterapia (27.7%);
  • Si preferisce non affrontarli (1.7%);
  • Altro (9.5%).

Conclusioni

Quasi tutti i pediatri ritengono che dare consulenza sul sonno dei bambini faccia parte del loro lavoro, tuttavia solo 1 su 5 ha ricevuto un training formale sui disturbi del sonno. Chi ha ricevuto il training ha maggiori conoscenze e percepisce meno barriere alla consulenza su tali disturbi. In ogni caso, le barriere individuate sono molto poche; è presumibile, quindi, che chi non fa consulenza sui disturbi del sonno ritenga di non avere le capacità adeguate.

Risulta chiaro come ci sia la necessità di approntare dei training formali sui disturbi del sonno nei bambini per tutti i pediatri, in modo che acquisiscano conoscenze e competenze utili al riconoscimento e al trattamento di questi disturbi.

 

Nicole Truzzi

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